Red State (2011) – Trailer, recensione e poster

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Red State è un film horror del 2011 scritto e diretto da Kevin Smith. Nonostante il budget limitato, è riuscito ad essere generalmente apprezzato dal pubblico.

Tre adolescenti si imbattono on-line in un annuncio “hot” di una donna più matura e decidono incautamente di incontrarla. Pronti a condividere l’esperienza sessuale, non si accorgono che i drink che la donna ha offerto loro erano stati drogati.  Purtroppo per loro però quando se ne accorgono è ormai troppo tardi.

La sconosciuta, infatti, si scopre appartenere ad una setta religiosa della zona che predica odio, terrore e omofobia, scagliandosi contro l’immoralità e la depravazione della società capitalista. Quando i tre amici rinvengono, si trovano legati e imprigionati all’interno della “Chiesa dei Cinque Punti” e assistono alla predica del carismatico Cooper, fanatico pastore, leader della comunità, capace di stravolgere la dottrina cristiana all’insegna della follia e della paura e pronto a sacrificare i tre “peccatori”. Una volta che l’FBI circonda l’edificio, la situazione precipita e si trasforma in un violento conflitto a fuoco.

Ecco il trailer del film!

La recensione di Red State

Red State è un film spiazzante e coinvolgente, finisce col disorientare lo spettatore che si trova privo di punti di riferimento non potendo identificare né i “buoni”, né i “cattivi”. I tre ragazzi infatti non possiedono affatto qualità eroiche e appaiono totalmente in balia degli eventi. Al contrario, i federali e la polizia sono pronti a usare la violenza ingiustificata quanto i membri stessi della chiesa.

Il fine di Kevin Smith, il regista, sembra più quello di denuncia, piuttosto che quello di spaventare lo spettatore come in un qualsiasi horror. Per il suo realismo e la sua spietatezza, si avvicina molto al pulp; lo stesso Quentin Tarantino lo ha inserito all’interno della sua personale lista dei migliori film dell’anno.

Sebbene presenti qualche difetto e considerando che si tratti di un film indipendente, risulta un’opera decisamente interessante e sopra le righe. Sorprendente.

Infine da segnalare la serie di locandine e poster con cui Red State è stato promosso. Davvero niente male.

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